C’è
un po’ di brezza, qui a Cremeno, che spezza
l’afa opprimente di questi giorni.
Arriva dal mare, sorvola la città e arriva
dritta su questo sperone che si erge sulla vallata
ad altezza giusta per intercettare i refoli rinfrescanti
.
Non
ci vuole molto per arrivarci dal centro urbano, soprattutto
utilizzando il tratto autostradale fino a Bolzaneto
e poi proseguendo per Sant’Olcese. Attenti però
a non fare confusione con i nomi: Arvigo si riferisce
al ristorante, non alla località e se per caso
arrivate a quest’ultima dovrete tornare indietro
e cercare il bivio con la strada che conduce sull’altura.
Arrivati alla sommità non potrete più
sbagliare: la strada finisce in una piccola piazza,
il posto dove si mangia è a margine di essa.
Parcheggiate l’auto e date un’occhiata
in giro apprezzando la vista a tutto campo, la piccola
chiesa,il rilassante senso di quiete.
Il
locale mantiene le caratteristiche di trattoria per
quanto riguarda spontaneità e cordialità
( e per fortuna anche il conto), ma con professionalità
nel servizio e nella pratica culinaria. Unico neo,
la rumorosità di una delle sue salette in caso
di affollamento, perciò conviene farsi dare
un tavolo nella “veranda” previa prenotazione,
che peraltro è sempre consigliabile.
La
“casa” dà il benvenuto con un calice
di fresco prosecco, poi cominciano gli antipasti:
salumi della zona e comunque di produzione tipica
(lardo di Arnad e mocetta valdostana); insalata russa
cremosa, fatta in giornata; torta di zucca di buona
fragranza, peperoni all’agro; insalata di funghi;
acciughe fritte e altro ancora, secondo la disponibilità
quotidiana. Potete assaggiarli tutti oppure scegliere
una razione di quel che più vi piace.
Ai
primi piatti, i classici del ricettario tradizionale
fra cui le troffie di farina mista ( castagne e frumento),
i ravioli genovesi <al tocco>, i taglierini
ai funghi, i <cappelasci> al pesto alla genovese.
Tutti di notevole fragranza, in particolare il pesto,
di deciso sapore e aromaticità.
Tradizionali
e sostanzialmente terragni anche i secondi piatti:
cima e vitello all’uccelletto, funghi( al funghetto,
al forno con le patate e fritti), carni in vario modo.
Apprezzabili, tra queste ultime, Il coniglio marinato
e cotto sulla piastra, delicatamente sapido, oppure
fritto, asciutto e croccante.
Per finire in dolcezza, crespelle insaporite con cioccolato
e nutella e altre preparazioni casalinghe. Discreti
e buoni i vini di selezioni regionali. Il conto, tutto
compreso è sui 30 Euro.
Di
Bruno Bini
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