| L'Ordine
dei Cavalieri della Confraternita del Pesto
Dal 1992 esiste l'Ordine dei Cavalieri della Confraternita
del Pesto fondato in occasione del quinto centenario
della scoperta dell'America: a nove anni di distanza
da quella data abbiamo intervistato il Cancelliere
(nella Confraternita il capo dell' esecutivo) per
renderci conto di una realtà regionale.
"Al momento siamo appunto una realtà regionale"
è quanto ci conferma "con qualche puntatina
anche fuori. Infatti i nostri programmi futuri sono
orientati a realizzare la difesa e la diffusione del
pesto autentico anche su tutto il territorio nazionale
e , successivamente, anche all'estero, dove il nostro
condimento è molto apprezzato.
Cerchiamo di proseguire l'intervista ma veniamo preceduti:
"per quanto riguarda la difesa del pesto si tratta
di avere materializzato il desiderio di molti liguri
che constatavano il pericolo di perdere il simbolo
della loro tradizione per antonomasia: a questo proposito
va riconosciuto ai fondatori della Confraternita il
merito di avere avuto l'intuizione de l momento giusto
per salvaguardare l'emblema ligure tenuto da sempre
protetto, o comunque , riservato nelle famiglie e
dai professionisti gastronomi".
Volendo provocare la reazione del nostro interlocutore
poniamo la banale domanda di cosa vuole significare
per la Confraternita la difesa del Pesto.
"Il pesto" alza leggermente il tono "deve
essere difeso perché è uscito dalla
riservatezza delle massaie e dei cuochi per essere
adottato dall'industria la quale, in molti casi, dimostra
una scarsa sensibilità alle tradizioni liguri
e poco rispetto per il palato dei clienti: quindi,
proponendo un falso prodotto, oltre a fare un affronto
alla terra d'origine, crea una falsa informazione
gastronomica a coloro che non abbiano mai gustato
il Pesto autentico.
In altre parole, noi vogliamo che il massimo emblema
della cucina ligure non sia oltraggiato dal prodotto
industriale di bassa qualità, mentre desideriamo
diffondere quanto più possibile il piacere
della preparazione genuina".
A questo punto non possiamo che chiedere quale sia
la ricetta autentica: Lo Statuto della Confraternita
in proposito è chiaro: gli ingredienti fondamentali
(d'altra parte sanciti dall'uso negli ultimi centocinquant'anni)
sono quattro: basilico e olio liguri, aglio, formaggio
pecorino sardo.
A questi si possono aggiungere alcuni "optionals",
ormai divenuti tradizionali, come il parmigiano reggiano,
pinoli, noci, prescinseua (ma solo nel levante) ma
niente altro".
Alla nostra richiesta delle proporzioni degli ingredienti
il portavoce della Confraternita quasi mi congeda
con un "provi lei"; poi, accorgendosi di
essere stato troppo laconico aggiunge"vedrà
che dopo qualche tentativo troverà la sua personale
ricetta che sarà sempre gradita ai suoi ospiti
purchè rispetti gli ingredienti che le ho indicato".
Mentre la risposta ci lascia un po' spiazzati si crea
una pausa che rispettiamo: prosegue"il Pesto
non è solo una salsa ma, soprattutto, è
elemento corroborante, taumaturgico,un culto, un tiramisù
e, seppur costretto nei confini dei suoi ingredienti,
diventa anche espressione personale se fatto con amore,
intelligenza, convinzione".
Dopo un'esposizione così vibrante recuperiamo
la nostra posizione ponendogli una domanda di prammatica
suggerita anche dal suo atteggiamento disponibile:
- Come si diventa soci della Confraternita ? - Non
si diventa "soci" della Confraternita, ma
"Paladini", cioè un elemento che
richiama la figura dell'antico difensore e, quindi,
sostenitore degli scopi che la confraternita si prefigge.
I Paladini possono, successivamente, far parte del
gruppo dei Cavalieri; gruppo di rappresentanza più
direttamente coinvolto nell'attività di difesa
e diffusione del pesto".
Non ci resta che augurarci un buon pesto genovese,
originale, autentico, casereccio, e quanto di più
tradizionale e genuino possa contribuire a soddisfare
i nostri Palatifini.
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