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E’
nato a Genova Il Consorzio di Tutela del Vero Pesto
Genovese
Ci sono ristoranti famosi (Zeffirino, Osteria del
Bai, Saint Cyr, Da Genio, Da Andrea, Bruxiaboschi
e altri), botteghe gastronomiche artigiane ,aziende
che producono pesto, la Coop, imprese di distribuzione,
associazioni dei consumatori.
Ecco i soci fondatori del Consorzio del pesto genovese
nato ieri in Regione.
Per ora, i soci sono 23, destinati a crescere. Ieri
in Regione il notaio Alfonso d'Acquarone ha redatto
l'atto notarile che sancisce la nascita di questo
organismo, che punta ad ottenere dell' Indicazione
geografica protetta (Igp) a Bruxelles, dopo la ricetta
ufficiale varata a settembre dal comitato promotore
per la difesa del vero pesto genovese.
È stato nominato il comitato direttivo e quello
tecnico.
La prossima settimana seguirà l'elezione del
presidente del Consorzio e inizierà la maratona
burocratica, prima presso il ministero delle Politiche
agricole, poi presso l'Ue, per far avere al pesto
genovese il riconoscimento dell'Igp.
La ricetta contenuta nel "disciplinare"
approvato a settembre comprende basilico genovese
e ligure, olio extravergine di oliva nazionale, parmigiano
reggiano o grana padano e pecorino dop stagionato,
aglio, pinoli pinus pinea dell'area mediterranea.
Consentita anche l'aggiunta di noci, purché
di produzione europea.
Buone notizie per la dop (denominazione di origine
protetta) del basilico, dopo che anche l'azienda tedesca
Ghg, seguendo l'esempio della multinazionale Nestlè
e su richiesta del presidente della Regione Sandro
Biasotti, ha ritirato il marchio "Genova"
da una varietà di semi di basilico coltivati
in Baviera.
La presidenza greca dell'Ue ha accolto le osservazioni
dell'Italia per modificare il regolamento di Dop e
Igp sulla compatibilità tra indicazioni geografiche
e privative commerciali e proporrà le soluzioni
procedurali per chiudere la vicenda.
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