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Sestri Levante - Il
segreto per un buon minestrone alla genovese? Utilizzare
solo verdura e legumi freschissimi. Così assicurano,
ammiccando tra loro, Mario Caminati, Giuseppe Vandanesi
e Benito Carletti, che da tempo immemorabile hanno
il compito di preparare questo piatto diventato il
richiamo principale dell’omonima sagra organizzata
ogni anno dalla Croce Verde sestrese. Anche per questa
edizione, infatti (appuntamento ad agosto) la batteria
degli chef della Pubblica assistenza risulta formata
interamente da uomini. Il terzetto non ha alcun problema
a snocciolare gli ingredienti che utilizzano per la
preparazione dell’appetitoso piatto, salvo a
glissare su dosaggi e rispettive quantità impiegate.
«Sono necessari verdure miste, fagioli, fagiolini,
patate, cavoli, porri, sedano, carote, melanzane,
zucchini - spiegano - che vanno buttati in pentola
quando l’acqua comincia a bollire. Altro segreto,
se così lo vogliamo chiamare, è la cottura.
Un buon minestrone deve cuocere per almeno cinque
ore e a fuoco lento. La pasta, di preferenza “brichetti”,
va aggiunta solo all’ultimo. Nel frattempo si
può preparare il pesto. Quello vero, mica fatto
di tante cose strane come quelle che figurano sulle
confezioni in vendita nei negozi. E per pesto vero,
fatto con basilico e olio extravergine assolutamente
prodotti in Liguria, aglio, pinoli e formaggio sardo,
intendiamo quello pestato nel mortaio. “All’antica,
mica con l’uso di frullatori”. L’idea
di dar vita alla “Sagra del minestrone alla
genovese”, l’aveva avuta alla fine degli
anni Settanta, l’allora presidente della Croce
Verde, Clodoveo Sanguineti. «E’ nata quasi
per caso - ricorda Caminati - Avevamo fatto un servizio
nell’entroterra di Casarza Ligure, in casa di
alcuni contadini. Per ringraziarci avevano voluto
a tutti i costi darci i prodotti del loro orto. Ci
avevano riempito l’ambulanza di verdure e tutto
l’occorrente per un minestrone sufficiente a
sfamare un piccolo esercito. Buttare tutto quel ben
di Dio non si poteva e allora è saltata fuori
l’idea di cuocere un buon minestrone da distribuire
a tutti». Sandro Pistacchi
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