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Via
libera del ministero delle Politiche agricole all’Ipg
(acronimo che sta per “indicazione geografica
protetta”) delle acciughe sotto sale. La proposta
di disciplinare, presentata dalla Cooperativa pescatori
Camogli, capofila di un gruppo di coop liguri, è
stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale e tra un
mese, in assenza di osservazioni, sarà notificata
per la registrazione agli organi comunitari di Bruxelles.
«L’Igp — spiega il disciplinare
presentato — è riservata alle acciughe
salate prodotte e lavorate nell’area geografica
del mar Ligure». La zona di lavorazione delle
acciughe, che potranno avere una taglia massima di
20 centimetri e dovranno essere pescate con metodi
tradizionali (lampara, manata, rete a cinaciolo e
comunque, secondo le normative nazionali e comunitarie)
interessa il territorio dei comuni liguri che si affacciano
sul versante tirrenico delimitato dalla linea dello
spartiacque. Lo stesso iter è previsto per
le albicocche di Valleggia, coltivate nel savonese,
la cui Igp è stata richiesta dalle Cooperative
Agricole riunite di Savona. La giunta regionale ha
dato parere favorevole alla pratica illustrata dall’assessore
Piero Gilardino. Ora il provvedimento della Regione
è stata trasmesso al ministero delle Politiche
agricole, per iniziare il suo iter. Il nome del frutto
“Vallegin” riprende il toponimo Valleggia,
la frazione del comune di Quiliano situata proprio
al centro dell’area di produzione Tipica.
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