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Aglio rosso di
Vessalico
A Vessalico,
minuscolo Comune dell'Alta Valle Arroscia nell'entroterra di Albenga e, in particolare,
nelle frazioni più alte e meno abitate, si coltiva un aglio antico.
Detto rosso di Vessalico, ha un sapore intenso e leggermente piccante e, soprattutto,
un'estrema conservabilità. I contadini della zona si tramandano i bulbi da generazioni,
assieme alla tecnica di coltivazione e a quella di confezionamento. Le teste di aglio non
vengono recise dalla pianta, né mondate del ciuffo, ma confezionate in lunghe trecce
(reste): le teste, essiccate e selezionate in base alla dimensione, vengono intrecciate a
coppie di due. Un'operazione che si può svolgere soltanto la sera e la mattina, quando
l'aglio è umido e le foglie non si spezzano. Le piante non recise, mantenute in ombra,
continuano a nutrire l'aglio e a mantenerlo sano e profumato anche otto, dieci mesi dopo
la raccolta.
L'aglio di Vessalico è ingrediente fondamentale per un piatto tradizionale della
gastronomia locale: l'ajè, una maionese condita con olio extravergine di oliva e aglio
schiacciato nel mortaio, uno dei tanti eredi della medioevale agliata.
Il Presidio
Non è semplice coltivare i piccoli terrazzamenti dove nasce l'aglio di Vessalico - sette
ettari in tutto - abbarbicati sulle nude montagne liguri, scavare a mano i solchi;
seminare gli spicchi che sono stati tenuti a bagno per una notte; concimare; combattere la
ruggine; raccogliere le piante e intrecciarle per confezionare le caratteristiche reste.
L'aglio di Vessalico sopravvive ormai in località isolate e poco valorizzate
turisticamente. Eppure, grazie alla coltivazione tutta manuale e all'assenza di
trattamenti fitosanitari, è un prodotto ottimo e, anche se non esiste ancora una
certificazione, sostanzialmente biologico. Per questo potrebbe essere valorizzato
diventando una piccola grande risorsa per i paesini più alti e sperduti della Valle
Arroscia.
Il Presidio, nato grazie al sostegno della Regione Liguria e realizzato in collaborazione
con la Comunità Montana Alta Valle Arroscia, ha riunito una trentina di piccoli
produttori e ha creato un marchio che distingue l'aglio di Vessalico.
(ANSA) - GENOVA, 26 SET - Diametro
piccolo, sapore intenso e leggermente piccante, ma soprattutto una estrema durata e
conservabilita' sono le caratteristiche che lo rendono unico e molto ricercato, anche al
di fuori della regione. Gli agricoltori della zona si tramandano da almeno quattrocento
anni i bulbi e i 'segreti' delle tecniche di coltivazione, compreso quello di non
interrare lo spicchio in profondita'.
Una cooperativa che ha avviato una produzione originale seguendo le raccomandazioni dei
vecchi, non tralascia l'ultima fondamentale tecnica del confezionamento, importante
elemento distintivo del prodotto: le teste di aglio di Vessalico, infatti, non sono recise
dalla pianta, ne' mondate del ciuffo, ma confezionate in lunghe trecce. Sempre nel Ponente
ligure ci si imbatte inoltre nella pesca del cicciarello, pesciolino di circa 10
centimetri di lunghezza e di color argento che si pesca in particolare nei pressi di NOLI.
Il pesce non e' in via di estinzione, lo sono i pescatori che non vanno piu' a gettare le
reti a sciabica come si faceva nel XIII secolo: solo una decina di giovani appassionati
vanno ancora alla sua ricerca.
Delle 15 fabbriche che lavoravano cicciareli e zerri venti anni fa, ne e' rimasta una, che
confeziona i cicciarelli fritti con aceto e sale. Slow food e gli operatori locali hanno
deciso di promuovere una politica di informazione e di tutela della pesca artigianale in
tutta Italia che comprende i pescetti di Noli
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