I
TESTAROLI
La
buona cucina delle Alpi Apuane
I
Testaroli nascono alle pendici delle Alpi Apuane,dove
la Toscana si unisce idealmente a Liguria ed
Emilia, lembo di terra incontaminata e gelosa
delle proprie tradizioni culinarie mai intaccate
dai processi industriali dei nostri giorni.Una
terra dalla quale un tempo chi poteva fuggiva,
e che adesso gode del suo splendido patrimonio
culturale,ambientale e gastronomico.
Le
materie prime ,estremamente semplici,sono sapientemente
manipolate con cura artigianale e metodi tradizionali
,per preparare delizie che profumano di tempi
passati di uomini e donne ancora in rapporto
con l’ambiente e le proprie tradizioni
a vivere in prima persona l’esperienza
del sapore autentico.
La sua storia
Il
testarolo è un impasto ottenuto con farina
, acqua e sale quasi liquido che viene precotto
,per cinque minuti circa , nei testi di preventivamente
scaldati a fiamma viva.
Nei dialetti dell’Alta Lunigiana , da
Bagnone a Villafranca Lunigiana , al passo della
Cisa , sia pure con qualche leggera variante
il Testarolo si chiama proprio così perché
la prima fase di cottura vie fatta nel “TESTO”
.
Il testo , anticamente realizzato in argilla
, è stato sostituito con la ghisa .
Composto da due parti : da un disco e da un
coperchio di forma leggermente conica
Acqua
farina e sale per riscoprire i gusti di un tempo
lontano assaporando ricette semplici , completamente
naturali e biologiche , e rapide nella preparazione
Prodotti naturali senza l’ausilio di agenti
chimici o conservanti.
COME
SI CUCINANO
“TESTAROL”, “TESTAIEU”
o “TESTAROLO” , dopo la prima cottura
,viene tagliato a quadretti di cm.5 circa di
lato, si prepara una pentola più tosto
grande con acqua bollente e un po’ di
sale.
Si sommergono con celerità i quadretti
di testarolo nell’acqua bollente, si lasciano
immersi per 2 o 3 minuti, a seconda della quantità
di umidità contenuta nel testarolo, e
poi si tolgono dall’acqua con una schiumarola,
facendo attenzione di non rompere i quadretti,
scolando al massimo l’acqua.
È necessaria una certa sveltezza per
non lasciare tropo in ammollo gli ultimi che
si tolgono dalla pentola.
GLI INGREDIENTI
FARINA DI GRANO “O” ACQUA E SALE
Condimento
I testaroli si possono condire con pesto genovese
o semplicemente con buon olio extra vergine
di oliva e parmigiano ,oppure con sugo di noci
o di funghi.
Si servono caldi con vino rosso adeguatamente
alcolico
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