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Agliata
(o aggiadda)
L’antichissima agliata, la salsa plebea del Medioevo,
si componeva essenzialmente di spicchi d’aglio schiacciati,
e veniva utilizzata come conservante ma soprattutto come
condimento. Per tradizione accompagnava tutti i piatti
di pesce fritto.
Ancor oggi sopravvive, in rari casi, quale salsa ideale
per arricchire di sapore piatti di pesci o di carni bollite.
6
spicchi di aglio 2 dl di aceto g 20 di mollica di pane
Pestate in un mortaio gli spicchi d’aglio calcolando
uno spicchio d’aglio a persona assieme alla mollica
di pane inzuppata nell’aceto.
Ottenuto
un impasto omogeneo, versatevi il rimanente aceto e stemperatelo.
L’antica agliata è pronta. Altra ricetta
- mediana - prevede l’aggiunta dell’olio (per
attutirne gli effluvi), come il pizzico di sale e la spolverata
di pepe appena macinato.
Si
formerà una crema compatta e relativamente densa,
da “al-lungare” con l’aceto. Dall’agliata
appena “soffritta” (scaldata) in padella si
diversificava quella “in carpione”, con l’aggiunta
di cipolla e pepe in grani.
Profumata
e gustosissima, in quanto macerava almeno dodici ore.
Certamente l’uso abbondante di aglio è originario
della vicina Provenza, mentre quello della cipolla è
più vicino alla cultura spagnola.
Naturalmente l’uso dell’ Aglio di Vessalico
permette di attutire considerevolmente, se non cancellare,
gli effetti indesiderati di questa ricetta.
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