Marò
Ecco una salsa misteriosa: le fave
fresche frantumate potrebbero rivelarci una origine antica e, forse, potremmo agguantare,
in qualche modo, un anello darwiniano di congiunzione per scoprire le origini del pesto
che sono inafferrabili come le sorgenti del Nilo.
La ricetta è della provincia di Imperia, con origini d'entroterra, più verso le valli
Intemelie che quelle Ingaune.
Secondo una versione occorre uno spicchio d'aglio piccolo per due etti di fave fresche
sbucciate e private della pellicina che racchiude il frutto.
Aglio e fave si pestano bene nel mortaio,quindi si aggiunge un etto di formaggio,
possibilmente metà pecorino fresco e metà parmigiano insieme a qualche foglia di
menta.Questa manteca un po' asciutta va diluita in olio d'oliva.
Si può correggere con sale e pepe.
Una seconda variante mantiene tutti gli altri ingredienti, eccetto il formaggio,
sostituito da qualche acciuga salata e diliscata.
La prima salsa - per accompagnare arrosti e bolliti - è più delicata.
Ricetta dell'imperiese
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